Vanity Fair intervista Fabio Rossi

Intervista a Fabio Rossi su Time Management e pause

Le pause sono diventate un dato importante per misurare la produttività del personale in azienda.

Se ne parla sempre di più, soprattutto negli ambienti di lavoro pubblici.

Intendiamoci, nessuno mette in discussione il diritto di riposarsi e di fare una pausa durante una giornata lavorativa.

Ed infatti il problema della produttività e della gestione del tempo non è la pausa in sè. In base agli studi fatti in tanti anni di Time management, appare evidente che sono due i fattori chiave della produttività in azienda: gli obiettivi da raggiungere e la gestione rigida del tempo di lavoro.

Laddove gli obiettivi sono poco chiari, è molto più facile adagiarsi in attività poco focalizzate, piene di distrazioni e pause.

Inoltre la nostra abitudine è quella di vedere il lavoro come uno spazio temporale di N ore, da riempire, un confine di tempo pagato in base al tempo di presenza e non in base agli obiettivi raggiunti.

La gestione del tempo in questo tipo di contesto lavorativo è basato sulla necessità di riempire il tempo e non quello di raggiungere un risultato. Ci siamo messi d’accordo che tutti i lavori di questo mondo richiedono 8 ore lavorative al giorno senza chiederci se effettivamente questo sia vero. In questo modo si sono incentivati comportamenti organizzativi sbagliati. Le pause caffè sono solo la punta dell’iceberg, che dire piuttosto delle riunioni inutili, dei lavori fatti solo per tenere impegnate le persone, delle telefonate e delle interruzioni piccole e grandi che distolgono attenzione e uccidono la produttività?

Questi sono in sintesi gli argomenti trattati nel corso dell’intervista di Vanity Fair a Fabio Rossi.

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