Dove va a finire la produttività?

Scava una buca, riempi una buca

Questo è il lavoro principale in molti uffici pubblici e privati.

In questi giorni si legge che in alcuni uffici (anch’io l’ho visto fare, e non solo in enti pubblici!), i dipendenti attendono gli ultimi minuti prima di timbrare il cartellino. Non sono stupito.

Il lavoro inutile, senza una visione , senza un’analisi dell’effettivo valore aggiunto è lavoro effettivo ma non aumenta la produttività.

In questi giorni si sente tanto parlare di crescita dell’Italia, di PIL che non cresce, di occupazione.

La tensione verso l’efficacia, per fare veramente quello che è importante e farlo subito, dovrebbe essere una missione di ciascun dipendente, se ha a cuore il proprio lavoro.

Se potessimo sommare tutte le attività che vengono fatte inutilmente e trasformarle in attività per lo sviluppo (per dare valore agli utenti e ai cittadini, per aumentare le vendite, per produrre innovazione) ci troveremmo di fronte ad energie enormi.

Le cause di questa situazione sono tante:

  • Aumento di obblighi (anche legislativi) che stratificano attività su attività senza una razionalizzazione
  • La maggiore facilità di complicare le cose rispetto a semplificarle
  • La pigrizia

L’analisi del contenuto del lavoro quotidiano, dovrebbe essere un lavoro periodico importante nella gestione del tempo per mantenere la produttività, così come periodicamente si svuota il computer da tutti i file e programmi inutili che lo rallentano.

Quali attività dovrebbe fare un’organizzazione per mantenersi sempre efficiente?

  • Analizzare il tempo impiegato per classe di attività dei propri dipendenti (questa dovrebbe essere un’abitudine!)
  • Creare procedure che gestiscano nel modo migliore (più efficiente) i casi maggiormente frequenti. Creare procedure alternative per i casi speciali. Significa creare corsie a scorrimento veloce invece di una unica tortuosa procedura che gestisca tutti i possibili casi
  • Creare una vistione chiara ai dipendenti, tutti devono capire le finalità del lavoro che svolgono perchè sono i principali attori dell’efficienza.
  • Costruire una cultura pragmatica ed improntata all’efficacia

La creatività e la capacità di innovazione degli italiani è una risorsa che non può essere penalizzata ma deve essere messa di nuovo in movimento in tutti i settori del mondo del lavoro.

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